Distaccare lavoratori in Svizzera: Guida pratica tra adempimenti, fisco e rischi sanzionatori

In un mercato sempre più integrato, la libera circolazione delle persone (Accordo ALC del 1999) permette alle imprese dell’Unione Europea di fornire servizi in Svizzera con relativa facilità. Tuttavia, la Confederazione Elvetica non è uno Stato membro dell’UE e applica regole proprie molto rigorose, basate sulla Legge sui lavoratori distaccati (LDist), per garantire la parità salariale e prevenire il dumping sociale.

Per un'azienda italiana, inviare personale oltre confine richiede una pianificazione attenta per evitare pesanti sanzioni. In questo articolo esploreremo i pilastri fondamentali da considerare.

1. La distinzione cruciale: il limite dei 90 giorni

Il primo fattore da monitorare è la durata dell'intervento. La normativa svizzera distingue tra:

  • Distacco breve (fino a 90 giorni): È soggetto a obblighi di notifica preventiva. È fondamentale ricordare che questo limite è cumulativo nell'anno solare e si applica sia all'azienda che al singolo lavoratore.

  • Distacco di lunga durata (oltre i 90 giorni): In questo caso non basta una notifica, ma è necessaria una vera e propria richiesta di autorizzazione (permesso di soggiorno) secondo le regole del Cantone di riferimento.

2. Adempimenti e procedure obbligatorie

Prima che il lavoratore varchi il confine, l'impresa deve assolvere ad alcuni obblighi essenziali:

  • Notifica preventiva: Obbligatoria per i distacchi che superano gli 8 giorni (o fin dal primo giorno nei cosiddetti "settori sensibili" come l'edilizia e l'alberghiero). Va inviata con un preavviso di almeno 8 giorni rispetto all'inizio dei lavori.

  • Il certificato A1: Dal punto di vista contributivo, il lavoratore resta solitamente assicurato in Italia per un massimo di 24 mesi. È però obbligatorio che il dipendente porti con sé il modello A1 rilasciato dall'INPS per dimostrare la regolarità previdenziale durante i controlli.

  • La questione del potere direttivo: Per essere considerato un distacco regolare, il rapporto di lavoro deve restare sotto la direzione dell'impresa italiana. Se il lavoratore riceve ordini diretti dal cliente svizzero, l'attività potrebbe essere riqualificata come somministrazione illecita di manodopera, con gravi conseguenze legali.


3. Aspetti fiscali e IVA

Il trattamento fiscale dipende dalla durata e dalla struttura dell'operazione:

  • mposte sul reddito: La tassazione rimane esclusiva in Italia se il soggiorno è inferiore a 183 giorni e la remunerazione non è a carico di una stabile organizzazione in Svizzera.

  • IVA svizzera: Un'impresa italiana ha l'obbligo di assoggettarsi all'IVA svizzera se la sua cifra d'affari annua mondiale è pari o superiore a equivalenti CHF 100.000 e svolge prestazioni sul territorio svizzero (come montaggi, riparazioni o lavori edili). In molti casi, ciò comporta la nomina di un rappresentante fiscale in Svizzera.

4. Cauzioni e Contratti Collettivi (CCL)

In settori come l'edilizia o l'artigianato del metallo, le imprese straniere devono versare una cauzione finanziaria. Questa garanzia serve a coprire eventuali differenze retributive o sanzioni nel caso in cui l'azienda non rispetti i salari minimi stabiliti dai Contratti Collettivi di Lavoro (CCL) svizzeri, che sono vincolanti anche per le ditte estere.


5. I rischi del mancato adempimento

Sottovalutare la burocrazia svizzera è un errore costoso. Le autorità effettuano controlli sistematici e le sanzioni includono:

  • Multe amministrative fino a CHF 30.000 per omessa notifica o violazione dei minimi salariali.

  • Sanzioni pecuniarie pari al 160% della differenza salariale non corrisposta (wage dumping).

  • Black-list: L'inserimento in elenchi pubblici dei trasgressori, che comporta il divieto di operare in Svizzera per un periodo da 1 a 5 anni.

Il distacco in Svizzera offre grandi opportunità, ma la conformità normativa è la chiave per proteggere la reputazione e il bilancio della propria azienda. 

Vella Business & Tax Advisory, è a disposizione per supportarvi in ogni fase del processo, dalla pianificazione fiscale alla gestione operativa delle notifiche.

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